18/08/2024 23:02

Meta, scatta l'operazione Danimarca: ma in palio non c'è solamente la qualificazione al Main Round

Il conto alla rovescia è scattato. La Meta Catania si appresta a partire alla volta della Danimarca dove, da mercoledì 21 agosto, affronterà il Girone E del Preliminary Round della Champions League 2024/2025. Primo atto del quadrangolare della Park Vendia Hallen di Hjørring sarà il confronto con i campioni di Gibilterra dell’Europa (fischio d’inizio alle ore 16), al quale seguiranno i confronti con i norvegesi dell’Utleira Idrettslag (in campo giovedì 22 sempre alle ore 16) e la sfida verosimilmente decisiva per la qualificazione al Main Round di fine ottobre con i padroni di casa dello Hjørring, in programma sabato 24 alle ore 19.


Sulla carta non dovrebbero esserci particolari problemi. Pur avendo vinto gli ultimi cinque titoli di Gibilterra e nonostante una rosa composta anche da una consistente colonia di giocatori spagnoli e nord-africani (LEGGI QUI IL NOSTRO REPORTAGE DEL 14 LUGLIO), l’Europa si presenta in Danimarca come l’anello debole del cerchio: la squadra di Juanra dovrà soprattutto entrare in campo subito al massimo della concentrazione per indirizzare il confronto dalla sua parte e incassare i primi tre punti della rassegna.


Lo stesso dovrà fare il giorno successivo con l’Utleira, da tre anni consecutivi squadra campione della Norvegia ma che può vantare il blocco che compone la formazione Nazionale del paese scandinavo (LEGGI QUI IL NOSTRO REPORTAGE DEL 14 LUGLIO), posizionata alla posizione numero 100 del ranking FIFA: una squadra, insomma, che potrebbe destare qualche preoccupazione considerando soprattutto la compattezza di un organico che è abituato a giocare partite in chiave internazionale.


Come detto, tuttavia, sarà il confronto che concluderà il girone E quello che potrebbe decidere le sorti della qualificazione al Main Round, almeno riscontrando il collocamento della Danimarca nel ranking FIFA (attualmente è in 86esima posizione). Di sicuro i danesi dello Hjørring avranno dalla loro il fattore campo, hanno cambiato guida tecnica e irrobustito il loro roster (LEGGI QUI IL NOSTRO REPORTAGE DEL 14 LUGLIO), ma soprattutto cercheranno di sfruttare l’ondata di entusiasmo provocata dalla loro prima partecipazione alla Champions dopo aver detronizzato il Gentofte, autentica dominatrice da molti anni della scena nazionale. 


E’ da credere, dunque, che tutti gli sforzi della trasferta in Danimarca dovranno essere concentrati nel confronto con lo Hjørring: ma fatte le debite valutazioni la prima avventura europea della Meta dovrebbe concludersi con il pass staccato per la seconda fase di fine ottobre, dove le condizioni (e le complicazioni) cambieranno radicalmente.


L’unica cosa che aggiungiamo a questa presentazione è… un rimpianto: la Meta questo Preliminary Round non avrebbe mai dovuto giocarlo. Il problema è logicamente riconducibile con il pericoloso regresso del futsal italiano, che con l’istituzione della riforma Bergamini ha perso chiaramente rilevanza internazionale, riflettendosi sulle politiche azzurre e vedendo il valore della stessa Nazionale deprezzarsi nei confronti con le altre selezioni continentali. 


Tre i dati più indicativi: il collocamento della Finlandia un posto prima della nostra nel ranking FIFA ma addirittura sette posizioni antecedenti quella azzurra nel ranking UEFA (come sono lontani i tempi in cui travolgevamo i finnici quasi come ogni partita fosse poco più di un allenamento); e poi la presenza tra le prime 24 squadre di club come il Differdange e il Luxol St. Andrews, rappresentanti di Lussemburgo e Malta, nazioni dove i campionati sono composti rispettivamente da sei e undici squadre! Vale a dire - con tutto il rispetto - lo stesso numero di partecipanti che formano la nostra Serie A!


Aspetti che non possono non far riflettere su quanto sia scaduto a livello di competitività il futsal italiano, che paga sistematicamente dazio da sei anni a questa parte in qualsiasi competizione e a qualsiasi livello internazionale. La Meta, insomma, avrà anche un ulteriore compito da rispettare in questa sua partecipazione continentale: rivalutare il futsal di vertice di un’Italia che mai come adesso si trova ad ansimare lontanissima da quelle piazze elitarie che ha occupato stabilmente fino a pochi anni fa.


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