23/05/2024 19:11
La prima cosa che viene spontaneo chiedere a Manuel Angelucci, capitano dei Grifoni, è la sua versione sul “gol-non-gol” che poteva probabilmente disegnare un’altra partita a Prato, visto che l’episodio incriminato è accaduto quando il punteggio era ancora inchiodato sullo 0-0.
- Manuel, la palla era dentro?
“Sinceramente non era facile vedere se la palla era dentro o no, visto che io ed il portiere eravamo attaccati. Anche le immagini non fanno chiarezza al 100%. Per me era dentro, per il portiere no. La colpa è solo la mia, dovevo metterci più cattiveria… così i dubbi non ci sarebbero stati”.
Va comunque tenuto in debita considerazione il fatto che i Grifoni hanno giocato alla pari con una squadra che era stata allestita per vincere il campionato, anche se il 2-1 adesso impone di vincere alla squadra di Stefano Picchietti, obiettivo fattibile per quanto si è visto all’andata.
- Manuel, siti di essere ottimista e possibilista? Quali saranno gli aspetti decisivi sui quali si finalizzerà la gara di ritorno?
“Sono convinto che siamo stati all’altezza del Futsal Prato, perchè è stata una partita equilibrata con occasioni sia da una parte che dall’altra. Non era facile giocare su un campo così ampio contro una squadra che ha un’idea di gioco e degli ottimi giocatori. E’ vero, al ritorno si deve solo vincere e credo che se ci mettiamo la giusta concentrazione e cattiveria, possiamo farcela. Sarà anche una partita dove la cura del dettaglio, l’episodio, faranno la differenza”.
- Tra “regular season”, Coppa Italia e playoff siete probabilmente la squadra che in Italia ha giocato più di tutte le altre a livello di Serie B. Insomma, una stagione stressante… ma quanto è stata emozionante viverla con la fascia al braccio?
“È stata una stagione straordinaria, che nessuno avrebbe mai pensato di fare. Parti con l’intenzione di salvarti e ti ritrovi ad un punto dal vincere il campionato, in coppa tra le quattro migliori squadre d’Italia, ed orasi è ad un passo dalla finale per la promozione in Serie A2. Una stagione davvero da incorniciare e ricordare. Poi viverla da capitano, con una società con la quale siamo cresciuti insieme, è ancora più emozionante. Mi riempe di orgoglio”.