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23/06/2024 10:50

Gli Eroi del futsal e una Divisione che va riscritta: il nostro futuro è solo nelle mani dei club

Ci sono due punti delle dichiarazioni rilasciate da Serafino Perugino al termine di gara-3 della finale scudetto tra Napoli e Meta Catania, sui quali è necessario aprire una doverosa riflessione ora che le bocce, sul piano agonistico, si sono fermate. Non stiamo parlando di parole fatte al momento, parole di circostanza, ma sono considerazioni sulle quali Calcio a 5 Anteprima ha imperniato la propria battaglia contro l’attuale gestione della Divisione Calcio a 5 sin dall’istituzione della riforma. E sentirle pronunciare con tutta quella forza espressiva dal presidente del Napoli ci ha fatto esclamare: per fortuna non siamo (pubblicamente) soli.


Perchè le parole che Serafino Perugino ha pronunciato l’altra sera, meritevolissime di un plauso, sono state, a partire dal 15 febbraio 2022, il nostro cavallo di battaglia contro una conduzione istituzionale che non ci ha affatto soddisfatto, avendo evidenziato comportamenti che per noi sono andati in decisa contrapposizione con quello che ci si aspettava da questa governance sin dal momento del suo insediamento. Una governance che avrebbe dovuto viaggiare in sintonia con le società, che avrebbe dovuto sostenere il lavoro sulle piazze e sui territori delle società, una governance che avrebbe dovuto incentivare l’attività sociale dei club e che, invece, si è arroccata su posizioni che hanno rasentato l’intransigenza, creando un profondo malumore tra chi il calcio a cinque lo fa e, soprattutto, lo è.


Ha ragione Serafino Perugino quando dice che i presidenti sono degli Eroi, ha perfettamente e ineluttabilmente ragione. Eroi che si vestono di passione e si prodigano quotidianamente a lavorare per il raggiungimento degli obiettivi societari, investendo risorse personali, adoperandosi in prima persona nel reperimento delle fonti economiche di sostenimento, offrendo tanto di quel tempo a questa disciplina da andarlo a sottrarre alle attività imprenditoriali personali e finendo anche per sacrificare quei pochi spazi da dedicare al privato e agli interessi familiari, nonostante il coinvolgimento diretto di chi vive questo amore per il futsal (anche se non è sempre così).


Quelle parole devono far riflettere tutte le società e in particolare luogo i presidenti. Devono portare ogni singola componente di questa “grande famiglia” che è la Divisione Calcio a 5 a recuperare quello che è il vero ruolo che ciascuna società ha diritto di sostenere nella conduzione istituzionale. Un ruolo diretto e propositivo, non marginale e subalterno, perchè le regole lo permettono, le leggi del calcio lo dicono. Lo scrive l’articolo 10 dello Statuto della FIGC, lo ribadisce l’articolo 19 del Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti: “La Divisione Calcio a 5, che ha sede in Roma, è formata dalle Società disputanti i campionati nazionali e dai Rappresentanti regionali”. Ma di fatto non è così ed è questo lo stato di cose che bisogna assolutamente cambiare, perchè le società devono recuperare la loro centralità istituzionale e decidere loro gli indirizzi organizzativi che riguardano la disciplina che, lo sottolineiamo, sono i presidenti, gli Eroi del futsal, a finanziare. Ma che oggi sono lasciati soli.


Eroi che, come dice giustamente Serafino Perugino, vanno avanti solo con le proprie forze, senza sapere fino a quando potranno resistere, privati di supporto economico e, nonostante questo, sempre in primissima fila per fare attività sociale e assicurare alla disciplina quella spettacolarità che, invece, la riforma ha minato pesantemente, istituendo obblighi scellerati e chiaramente destabilizzanti. Una riforma che ha fallito in fatto di credibilità, e che oggi si sta manifestando in tutti i suoi risvolti negativi, che solamente chi gestisce viale Tiziano non riesce a percepire, malgrado le grida di allarme che si sollevano dai quattro angoli d’Italia, a tutti i livelli.


Una riforma che il presidente Bergamini non ha condiviso con nessuno, che ha imposto da subito limitazioni e vessazioni di carattere tecnico, organizzativo e finanziario, che non ha tenuto conto dello status acquisito sul campo da decine e decine di giocatori il cui ruolo nella formazione è stato fondamentale, così come per il raggiungimento di risultati storicamente ineccepibili e ineguagliabili, che hanno fatto dell’Italia un’eccellenza globale per almeno 15 anni. Una riforma fatta pensando ai pochi pro e senza ponderare soprattutto i tanti contro, imposta con una serie di obbligatorietà che non hanno tenuto conto delle necessità dei club, ignorando le realtà territoriali e affossando le dinamiche di tante società trovatesi impreparate davanti a condizioni che avrebbero richiesto anni di organizzazione prima di poter rispondere concretamente. 


E la storia va avanti nell’illusione di chi vive nella stanza dei bottoni che questa era la risposta da dare ai problemi del futsal: la riforma ha creato i problemi del futsal ed è arrivato il momento di dare un taglio deciso e netto a un sistema che non ha prodotto nulla di significativo, visto che gli effetti di quella che doveva essere un’iniziativa rivoluzionaria, si sono tradotti in un tracollo dell’Italia nei ranking europei (la Finlandia, che una volta sommergevamo di gol, adesso ci sta avanti di sei posizioni!) e mondiali (viaggiamo a ridosso della ventesima piazza!). Tutto assolutamente inaccettabile!


Gli Eroi del futsal, gli Eroi invocati da Serafino Perugino, a fine anno avranno nelle proprie mani i destini di questa Divisione ma avranno il tempo sufficiente per comprendere che la strada così intrapresa dal futsal è quella che lo porterà nell’alienazione: a chi può interessare tutto questo? Per quanto tempo sarà ancora possibile annuire alle richieste spropositate dei nuovi mercenari del 40x20, che sono stati gli unici a venire favoriti dalle norme che hanno represso l’impiego di giocatori “non formati” nei nostri campionati nazionali? Comportamenti nocivi per la sostenibilità economica di tanti club, che gli Eroi del futsal comunque portano avanti cercando di fare buon viso a cattivo gioco, ma avendo compreso che a questo stato di cose non è più consentito andare oltre.


Ecco perchè le parole di Serafino Perugino riteniamo di doverle abbracciare incondizionatamente: questa governance non rappresenta il futsal che vogliamo e che ci è stato portato via con regole senza senso e attuate senza criterio, perchè quello che hanno prodotto è, sostanzialmente, il nulla. Non stiamo qui a disquisire sui motivi dell’assenza, l’ennesima, del presidente Bergamini alla finale scudetto, francamente non ci interessano: ci interessa piuttosto stimolare la reazione di tutte le società, pungolare gli Eroi del futsal a far comprendere loro che la Divisione Calcio a 5 e unicamente l’espressione delle società che l’alimentano, che il calcio a 5 è quella disciplina capace di muovere le masse, creare socialità e identificazione, che va sostenuta istituzionalmente e contributivamente e non solamente sottoposta a rispettare regolamenti anacronistici e onorare pressanti impegni amministrativi.


A fine anno gli Eroi del futsal avranno nelle proprie mani la chiave di volta di questo sport: è arrivato il momento di cambiare e riprenderci il nostro futsal, non sprechiamo questa grande occasione!