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18/07/2024 09:15

Oggi il Consiglio Direttivo: focus sul percorso elettorale. "Non formati", il dibattito è già aperto

L’appuntamento di questo pomeriggio, fissato alle ore 16, è probabilmente uno dei più importanti della storia recente della Divisione Calcio a 5, soprattutto perchè il Consiglio Direttivo è stato convocato l’indomani di una sessione delle iscrizioni che ha lasciato ragionevolmente a desiderare per i numeri fatti registrare complessivamente (anche se da viale Tiziano trapelano voci di una certa soddisfazione, mah!) ma soprattutto in proiezione della tornata elettorale che si terrà a cavallo tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, dove verrà proclamata la nuova governance che guiderà l’istituzione del futsal nel prossimo quadriennio. Insomma, sarà una seduta che definire strategica è un semplice eufemismo, anche perchè - interpretando il terzo punto all’ordine del giorno della convocazione - potremo trovarci nella situazione in cui il presidente Bergamini renderà nota la propria intenzione a proseguire nel suo mandato di reggente anche nei quattro anni a venire oppure deciderà di passare la mano.


Non vogliamo certo avventurarci in una discussione di cui, obiettivamente, oggi non abbiamo in mano elementi tali da poter esprimere delle considerazioni in linea con l’importanza dell’argomento, ma è chiaro che quello che dirà Bergamini ai consiglieri presenti finirà inevitabilmente per condizionare l’attività pre-elettorale soprattutto dello schieramento che ha fatto riferimento sul numero uno di viale Tiziano, il quale sulla carta dovrebbe assicurare la “continuità” consiliare dell’attuale governance e che poi verrà sottoposto al voto delle società. Nell’ambito della discussione verranno determinate probabilmente le scadenze per la raccolta e la presentazione delle deleghe necessarie per la candidatura anche di coloro che intendono entrare in competizione, oltre che per la definizione delle cordate consiliari e dei delegati che catalizzeranno poi una campagna elettorale di brevissima durata, visto che la convocazione delle elezioni avverrà entro un termine inferiore ai due mesi e, con le ferie di mezzo, i candidati dovranno sottoporsi ad autentici “tour de force”. Ma di questo avremo modo di riparlarne più avanti, quando avremo a disposizione informazioni molto più precise di quelle frammentarie attualmente in nostro possesso, alcune delle quali anche tutte da verificare.


Il quarto punto all’ordine del giorno si presta ad una discussione con più risvolti, considerando anche le indiscrezioni che sono filtrate in relazione alla questione della partecipazione al gioco nei campionati nazionali della stagione 2024/2025. Il comunicato numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti, ripreso pari passo da quello della Divisione Calcio a 5, ha confermato i limiti relativi ai giocatori “formati” e, indirettamente, “non formati” che le società dovranno schierare nei campionati venturi, dalla Serie A alla Serie B. Siamo a conoscenza che alcune delle componenti del Consorzio Lega di Serie A Futsal (non tutte perchè almeno un paio, oltre a Petrarca e Italservice Pesaro che non hanno firmato l’atto di costituzione, non hanno appoggiato l’iniziativa) avrebbero avanzato la richiesta di ottenere la revisione della regola che limita a quattro i giocatori “non formati”, chiedendo la deroga per l’impiego di un quinto “non formato” oppure - almeno questo è quello che abbiamo potuto percepire - due giocatori Under 23 sempre “non formati” ma che potrebbero entrare nel giro delle Nazionali azzurre.


Una situazione, come detto, che andrebbe valutata da diversi punti di vista. La pubblicazione del comunicato numero 1 di per se scoraggia eventuali correzioni del testo, ma è pur vero che anche all’inizio della stagione 2022/2023, proprio nel mese di luglio, il Consiglio Direttivo accettò di incrementare di un’unità il numero dei giocatori “non formati” che la riforma aveva tagliato a quattro, accogliendo la richiesta dei club di Serie A che avevano chiesto di rivedere quella limitazione. Quindi un precedente c’è ma va detto anche che all’epoca la richiesta dei club di Serie A fu unanime, mentre adesso non c’è quel plebiscito che configurerebbe l’unione di intenti di tutti i club della massima serie. 


In secondo luogo, va anche osservato che l’eventuale accoglimento di un provvedimento di correzione dei limiti della partecipazione al gioco, non può certo essere limitato alla sola Serie A, visto che le problematiche di questa limitazione sono esplose anche in A2 Elite, A2 e B, ovviamente proporzionate alla categoria ma comunque chiaramente condizionanti sul piano organizzativo. Va bene che la richiesta viene da una parte sostanziosa dei club di Serie A ma anche tutto il resto delle società del nazionale avrebbero giustamente motivo di beneficiarne, anche perchè, se poi dovesse - per esempio - passare la voce che autorizza l’impiego di due ulteriori “non formati” eleggibili per le nazionali, è palese che anche i club di A2 Elite, A2 e B potrebbero avocare il diritto di poter proporre giovani rientranti in quella fascia, “non formati” ma appetibili per l’azzurro.


Insomma, ci sarà molto da discutere, ma è chiaro che un provvedimento a favore potrebbe dare un consistente aiuto a tutti quei club che sono costretti nella morsa delle richieste, sinceramente ai limiti della decenza, che sarebbero state avanzate da giocatori “formati” a tutte le latitudini e in tutte le categorie. Anche se, secondo il nostro punto di vista, finirà tutto in una bolla di sapone e ribadiamo un concetto già espresso: ma invece di arrivare al punto di chiedere queste concessioni, non sarebbe stato corretto che le parti si fossero confrontate e, soprattutto, la Divisione avesse aperto al dialogo limando le sue posizioni di intransigenza, invece di dare il modo ai club della Serie A di entrare sulla scena con uno scontro praticamente frontale? A chi ha giovato questo tipo di atteggiamento?


La voce “Stagione sportiva 2024/2025” sicuramente comprenderà anche aspetti di carattere organizzativo legati agli eventi che si snoderanno lungo il calendario, sul quale, ricordiamolo, incideranno i Mondiali che si giocheranno in Uzbekistan tra l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre, ai quali l’Italia farà solamente da spettatrice, assistendo alle esibizioni dei tanti giocatori militanti nei nostri campionati apicali che vestiranno le maglie delle rispettive nazionali. Mentre la Serie A femminile scatterà il 29 settembre, i campionati maschili prenderanno il via tra il 12 e il 19 ottobre: il Direttivo dovrà sviluppare, dunque, un calendario che includa non solo le due date già individuate (13 novembre 2024 e 15 gennaio 2025) per disputare il turno di qualificazione alla Coppa Italia di Serie A, ma che tenga conto in maniera semplificativa di tutti gli altri appuntamenti ufficiali, il primo dei quali, la Supercoppa maschile, è stato fissato per il 12 e 13 ottobre a una settimana dal via del massimo campionato (poi magari ci verrà spiegato quando giocherà il Lecco visto che il 12 ottobre inizierà il campionato di A2 Elite, a meno che il girone A non venga chiuso a 13 squadre con i lariani primi a riposare).


Antipasto della complessa attività stagionale sarà la Coppa della Divisione, riguardo la quale abbiamo espresso e continuiamo tuttora ad esprimere la nostra contrarietà sia per la formula che per le regole del gioco, competizione evidentemente snobbata nella scorsa edizione dai club di Serie A tra i quali sono alcuni sono arrivati al tabellone nazionale. Riservarla ancora una volta alla fascia Under 23 sarebbe un ulteriore suicidio quando la manifestazione potrebbe essere organizzata con uno sviluppo tale da rappresentare per i club, in quel periodo, un vero e proprio test di preparazione in vista degli impegni stagionali: vedremo che cosa verrà partorito. 


Ovviamente, sarà la riunione in cui si getteranno le regole per l’accesso ai playoff dei campionati nazionali e alle Futsal Finals di giugno, che al di là dei buoni contenuti spettacolistici offerti nell’edizione di Faenza, ha decretato la fallimentare scelta di una sede decentrata, sfavorevole per la quasi totalità delle società coinvolte: solo alcune di loro sono state seguite da un manipolo di tifosi, ma nella totalità degli appuntamenti si è giocato in un autentico deserto, particolare a dir poco deludente per chi è sceso in campo. Il nostro suggerimento? Evitiamo di giocare gare di finale, due squadre che arrivano all’atto conclusivo meritano ambedue di vedere il loro merito sportivo premiato con la promozione invece che, come è successo per Eur, Bologna, Giorgione e Soverato, sconfitte nelle rispettive finali, dover rimettere alla domanda di ammissione l’acquisizione di un titolo meritato per il comportamento sul campo di gioco (non abbiamo citato il Pordenone perchè la Serie A è un campionato apicale ed è giusto accedervi vincendo direttamente sul campo).


E che dire della situazione dei campionati nazionali della stagione appena entrata? Dire che chiudere l’A2 Elite per il secondo anno (su due) sotto organico di una squadra, così come riscontrare che l’A2 rischia di trovarsi con nove posti in meno (secondo i nostri calcoli s’intende) rispetto alle 48 unità previste dall’organico e che lo completerà grazie al ripescaggio di tre club e l’ammissione di un’altra mezza dozzina di formazioni dalla Serie B, non permette affatto di esultare. E anche in Serie B, tirando poi le somme, se non ci fossero almeno 15 domande tra richieste di ammissione e ripescaggio, oltre a quella del Regalbuto che si è iscritto in A2 Elite chiedendo però di venire inserito nel roster cadetto, non si sarebbe mai raggiunto il quorum delle 96 partecipanti. Ma va detto che almeno tre verranno scartate perchè riguardano squadre che non hanno raggiunto la fase nazionale delle seconde classificate (limitazione imposta dalla LND) e ce ne sono diverse presentate da società retrocesse dalla Serie B che vanno vagliate e, secondo noi, accolte perchè altrimenti l’organico della cadetteria resterebbe incompleto e alcuni gironi chiuderebbero sotto le 12 unità.


Concludiamo con il femminile. Girone a 13 per la Serie A dopo la rinuncia del Pero; non sono stati riaperti i termini per favorire eventuali domande di Scandicci (ripescaggio) oppure di ammissioni (pareva che Women Roma e Atletico Chiaravalle potessero farci un pensierino). Per la Serie B? 21 posti in meno rispetto ai 60 preventivati, con la posizione del Pero da valutare e, per quello che ne sappiamo noi, due sole domande di ammissione presentate da Circolo Lavoratori Terni e Lady Mondragone. Dovevano essere impostati cinque gironi da 12 squadre ciascuno, coi numeri attuali si passerà a tre raggruppamenti, se va di lusso, ognuno da 14 squadre. E dopo il terremoto della scorsa settimana… se sarà così sarà andata davvero di lusso.